Stangata per l’utilizzo di cellulari e smartphone mentre si è alla guida

Come annunciato in uno dei post precedenti, a partire da questo andremo più nello specifico delle principali modifiche che si prevedono al Codice della strada.

La novità principale tra quelle in discussione è senz’altro quella che riguarda il divieto per chi guida di usare "smartphone, computer portatili, notebook, tablet e dispositivi analoghi che comportino anche solo temporaneamente l’allontanamento della mani dal volante".
La svolta riguarda così soprattutto l’inasprimento delle sanzioni.
Per la prima violazione la sanzione amministrativa pecuniaria attualmente prevista (da 161 a 647 €) viene infatti innalzata ad una somma compresa tra i 422 ed i 1697 € e viene introdotta la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da 7 giorni a due mesi.

Nel caso in cui il trasgressore "compia un’ulteriore violazione nel corso di un biennio, viene introdotta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 422 a euro 1697, che si aggiunge alla già prevista sanzione accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi". Viene raddoppiata pure la decurtazione dei punti patente (da 5 a 10 punti).

Tribunale di Napoli: furto auto, nessun indennizzo se si lasciano le chiavi in prossimità del veicolo

Se siete al mare o in montagna e avete lasciato la seconda vostra vettura in garage, magari con le chiavi nel cruscotto o appese nel box-auto, non dovreste dormire sonni tranquilli. Il Tribunale di Napoli ha, infatti, sentenziato che l’assicurazione non ha l’obbligo del risarcimento per il furto della vettura(ancorché coperta da apposita polizza, ndr) qualora le chiavi si trovino in prossimità del veicolo (sentenza 2459/2018). La sezione IX civile del Tribunale campano era stata chiamata a pronunciarsi in ordine al pagamento (o meno) dell’indennizzo assicurativo da polizza di responsabilità civile. 
La proprietaria di un’auto coperta da assicurazione furto/incendio aveva convenuto in giudizio la compagnia di assicurazione per ottenere il risarcimento a seguito del furto della vettura da parte di ignoti. I ladri avevano forzato il box in cui si trovava il veicolo (ma anche le chiavi, ndr).
I giudici partenopei rilevano che "dalla prospettazione dei fatti resa dall’attrice è emersa una violazione da parte dell’assicurato della condizione prevista dal contratto di polizza che esclude la copertura assicurativa per il furto nel caso in cui il contraente non consegni alla compagnia assicuratrice il set completo di chiavi di accensione, ovvero se il furto è agevolato dalla presenza delle chiavi dell’auto all’interno o in prossimità del veicolo. Tale fattispecie rientra nell’ipotesi di colpa grave dell’assicurato ai sensi dell’art. 1900 Codice Civile, a tenore del quale l’assicuratore risulta esonerato dall’indennizzo ogniqualvolta vi sia la responsabilità del contraente nella determinazione dell’evento".
Luigi Giorgetti per SNACHANNEL.it

 

Cassazione, ordinanza della Corte in materia di segnaletica stradale. Attenzione a dove sono collocati i cartelli che indicano l’autovelox

Importante decisione della Corte di Cassazione in materia di segnaletica (e, di conseguenza, della validità delle eventuali sanzioni amministrative in violazione del Codice della Strada).. La questione sollevata è la seguente: nel caso di un’arteria a doppio senso di circolazione con la presenza di un cartello stradale (posto solo in un senso di marcia) che avvisa gli automobilisti della presenza dell’autovelox, l’indicazione ha valore per le due carreggiate e soltanto per quella sul lato della quale è presente il cartello? 
La risposta viene fornita dalla Cassazione con l’ordinanza n. 17205/17. I segnali stradali, precisa la Corte, operano come un "provvedimento amministrativo espresso" nei confronti di chi, "nella condotta di guida, lo percepisce e, dunque, nel senso della sua marcia". Pertanto, quando il cartello è posto in una sola direzione mentre, nel senso opposto di marcia, non risulta la presenza di alcun segnale simile, il segnale non ha validità in quest’ultimo lato della strada, ma solo nel primo.
Luigi Giorgetti
per SNACHANNEL.IT

 

I pedoni non hanno sempre ragione; condanna penale per chi attraversa la strada incautamente

Pesante sentenza della Corte di Cassazione, chiamata a chiarire la posizione dei pedoni nel caso di attraversamenti incauti e precipitosi (specie in prossimità dei semafori). I Giudici hanno ricordato il pericolo per la circolazione e per la pubblica incolumità di simili comportamenti. 
Il caso di specie ha riguardato un uomo che aveva attraversato la strada (pur in presenza del segnale rosso), passando dietro l’autobus dal quale era appena sceso e provocando la morte di un motociclista proveniente dal senso opposto. La Corte di Cassazione ha deciso per una condanna penale definitiva a un anno di reclusione (concorso colposo nella morte del centauro, ndr), oltre al risarcimento di 150mila euro quale indennizzo ai familiari della vittima.
Luigi Giorgetti per SNACHANNEL.IT

Attenzione a parcheggiare male l’auto. Nei casi più gravi si rischiano fino a 4 anni di reclusione. Le recenti sentenze della Cassazione

Parcheggiare male può significare commettere il reato penale di violenza privata. Posizionare le ruote anteriori sul marciapiede, sostare in senso contrario a quello di marcia, occupare più di un posto auto nonostante la presenza delle strisce che delimitano l’area di posteggio, sono tutti casi molto frequenti e per i quali si hanno apposite sanzioni previste dal Codice della Strada. Tuttavia, la Corte di Cassazione, in una recente sentenza, ha chiarito che impedire con tali comportamenti il passaggio e costringere l’automobilista a non entrare o a non uscire dal proprio spazio costituisce sempre violenza privata (Art. 610 Codice Penale: "Chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa è punito con la reclusione fino a quattro anni…"). Dunque, chiudere il passaggio con l’auto (es.: ostruire il passaggio per entrare o uscire dal garage) è reato. 
Con un’altra sentenza, sempre di questi giorni, la Cassazione ha inoltre precisato che parcheggiare “stretto” allo sportello del conducente di un’altra macchina, tanto da non consentirgli di aprirlo, costituisce altresì reato (e questo anche quando il proprietario ben potrebbe entrare dal vano passeggero). 
Luigi Giorgetti
per SNACHANNEL.IT

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Tel: 0775-210655 Fax: 0775-852037
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Iscrizione RUI n. A000447394 del 15/05/2013
Intermediario soggetto alla vigilanza dell’IVASS
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Stangata per l’utilizzo di cellulari e smartphone mentre si è alla guida

Come annunciato in uno dei post precedenti, a partire da questo andremo più nello specifico delle principali modifiche che si prevedono al Codice della strada.

La novità principale tra quelle in discussione è senz’altro quella che riguarda il divieto per chi guida di usare "smartphone, computer portatili, notebook, tablet e dispositivi analoghi che comportino anche solo temporaneamente l’allontanamento della mani dal volante".
La svolta riguarda così soprattutto l’inasprimento delle sanzioni.
Per la prima violazione la sanzione amministrativa pecuniaria attualmente prevista (da 161 a 647 €) viene infatti innalzata ad una somma compresa tra i 422 ed i 1697 € e viene introdotta la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da 7 giorni a due mesi.

Nel caso in cui il trasgressore "compia un’ulteriore violazione nel corso di un biennio, viene introdotta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 422 a euro 1697, che si aggiunge alla già prevista sanzione accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi". Viene raddoppiata pure la decurtazione dei punti patente (da 5 a 10 punti).

Tribunale di Napoli: furto auto, nessun indennizzo se si lasciano le chiavi in prossimità del veicolo

Se siete al mare o in montagna e avete lasciato la seconda vostra vettura in garage, magari con le chiavi nel cruscotto o appese nel box-auto, non dovreste dormire sonni tranquilli. Il Tribunale di Napoli ha, infatti, sentenziato che l’assicurazione non ha l’obbligo del risarcimento per il furto della vettura(ancorché coperta da apposita polizza, ndr) qualora le chiavi si trovino in prossimità del veicolo (sentenza 2459/2018). La sezione IX civile del Tribunale campano era stata chiamata a pronunciarsi in ordine al pagamento (o meno) dell’indennizzo assicurativo da polizza di responsabilità civile. 
La proprietaria di un’auto coperta da assicurazione furto/incendio aveva convenuto in giudizio la compagnia di assicurazione per ottenere il risarcimento a seguito del furto della vettura da parte di ignoti. I ladri avevano forzato il box in cui si trovava il veicolo (ma anche le chiavi, ndr).
I giudici partenopei rilevano che "dalla prospettazione dei fatti resa dall’attrice è emersa una violazione da parte dell’assicurato della condizione prevista dal contratto di polizza che esclude la copertura assicurativa per il furto nel caso in cui il contraente non consegni alla compagnia assicuratrice il set completo di chiavi di accensione, ovvero se il furto è agevolato dalla presenza delle chiavi dell’auto all’interno o in prossimità del veicolo. Tale fattispecie rientra nell’ipotesi di colpa grave dell’assicurato ai sensi dell’art. 1900 Codice Civile, a tenore del quale l’assicuratore risulta esonerato dall’indennizzo ogniqualvolta vi sia la responsabilità del contraente nella determinazione dell’evento".
Luigi Giorgetti per SNACHANNEL.it

 

Cassazione, ordinanza della Corte in materia di segnaletica stradale. Attenzione a dove sono collocati i cartelli che indicano l’autovelox

Importante decisione della Corte di Cassazione in materia di segnaletica (e, di conseguenza, della validità delle eventuali sanzioni amministrative in violazione del Codice della Strada).. La questione sollevata è la seguente: nel caso di un’arteria a doppio senso di circolazione con la presenza di un cartello stradale (posto solo in un senso di marcia) che avvisa gli automobilisti della presenza dell’autovelox, l’indicazione ha valore per le due carreggiate e soltanto per quella sul lato della quale è presente il cartello? 
La risposta viene fornita dalla Cassazione con l’ordinanza n. 17205/17. I segnali stradali, precisa la Corte, operano come un "provvedimento amministrativo espresso" nei confronti di chi, "nella condotta di guida, lo percepisce e, dunque, nel senso della sua marcia". Pertanto, quando il cartello è posto in una sola direzione mentre, nel senso opposto di marcia, non risulta la presenza di alcun segnale simile, il segnale non ha validità in quest’ultimo lato della strada, ma solo nel primo.
Luigi Giorgetti
per SNACHANNEL.IT

 

I pedoni non hanno sempre ragione; condanna penale per chi attraversa la strada incautamente

Pesante sentenza della Corte di Cassazione, chiamata a chiarire la posizione dei pedoni nel caso di attraversamenti incauti e precipitosi (specie in prossimità dei semafori). I Giudici hanno ricordato il pericolo per la circolazione e per la pubblica incolumità di simili comportamenti. 
Il caso di specie ha riguardato un uomo che aveva attraversato la strada (pur in presenza del segnale rosso), passando dietro l’autobus dal quale era appena sceso e provocando la morte di un motociclista proveniente dal senso opposto. La Corte di Cassazione ha deciso per una condanna penale definitiva a un anno di reclusione (concorso colposo nella morte del centauro, ndr), oltre al risarcimento di 150mila euro quale indennizzo ai familiari della vittima.
Luigi Giorgetti per SNACHANNEL.IT

Attenzione a parcheggiare male l’auto. Nei casi più gravi si rischiano fino a 4 anni di reclusione. Le recenti sentenze della Cassazione

Parcheggiare male può significare commettere il reato penale di violenza privata. Posizionare le ruote anteriori sul marciapiede, sostare in senso contrario a quello di marcia, occupare più di un posto auto nonostante la presenza delle strisce che delimitano l’area di posteggio, sono tutti casi molto frequenti e per i quali si hanno apposite sanzioni previste dal Codice della Strada. Tuttavia, la Corte di Cassazione, in una recente sentenza, ha chiarito che impedire con tali comportamenti il passaggio e costringere l’automobilista a non entrare o a non uscire dal proprio spazio costituisce sempre violenza privata (Art. 610 Codice Penale: "Chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa è punito con la reclusione fino a quattro anni…"). Dunque, chiudere il passaggio con l’auto (es.: ostruire il passaggio per entrare o uscire dal garage) è reato. 
Con un’altra sentenza, sempre di questi giorni, la Cassazione ha inoltre precisato che parcheggiare “stretto” allo sportello del conducente di un’altra macchina, tanto da non consentirgli di aprirlo, costituisce altresì reato (e questo anche quando il proprietario ben potrebbe entrare dal vano passeggero). 
Luigi Giorgetti
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